
Manifesto: Nicole De Leo porta Pedro Lemebel a Trieste

Ci sono collaborazioni che si costruiscono nel tempo, appuntamento dopo appuntamento, finché diventano una storia riconoscibile. Quella tra Cizerouno e Nicole De Leo è una di queste.
È cominciata nel 2024 con Una delle tante — le lettere delle donne delle case chiuse alla senatrice Lina Merlin, portate in scena con una precisione e una forza che il Teatro dei Fabbri non si aspettava di contenere a stento. Tutto esaurito. Un pubblico che non aveva fretta di andarsene.
Il 6 giugno 2026 Nicole De Leo torna. Con Manifesto. Parlo per la mia differenza, uno spettacolo dedicato a Pedro Lemebel — poeta, attivista, performer cileno, una delle voci più necessarie e meno conosciute della cultura queer latinoamericana.

Perché Lemebel, perché adesso
Pedro Lemebel (Santiago, 1952–2015) scrisse la poesia Hablo por mi diferencia nel 1987, durante un incontro della sinistra cilena. La lesse ad alta voce davanti a chi si batteva contro Pinochet e la usò per dire che quella battaglia non bastava, che la liberazione politica non poteva ignorare i corpi queer, i poveri, gli invisibili.
Era un atto rischioso. Era anche un atto necessario.

Insieme a Francisco Casas fondò Las Yeguas del Apocalipsis, collettivo artistico e politico che per anni fu l’unica presenza queer nello spazio pubblico cileno. Il suo programma radiofonico Cancionero su Radio Tierra fu per molti l’unica voce che raccontava la loro vita. La sua raccolta Folle affanno. Cronache del contagio, pubblicata in italiano da Edicola Edizioni, racconta gli anni dell’AIDS con una lucidità che brucia ancora.
Portarlo in scena a Trieste nel 2026 — mentre in Europa i diritti conquistati vengono rimessi in discussione — non è un omaggio. È una scelta precisa.

Un percorso che dura dal 2016
Manifesto non nasce dal nulla. È il capitolo più recente di un lavoro che Cizerouno costruisce dal 2016, edizione dopo edizione di Varcare la frontiera, sui temi dell’identità e dei diritti LGBTIQ+.
Un percorso fatto di spettacoli, incontri, mostre e produzioni: Porpora Marcasciano, il Festival Divergenti, Corpi di genere, Le lucciole di Porpora, Una delle tante. Ogni volta con la stessa convinzione che certi temi non siano di nicchia, che un pubblico di frontiera come quello triestino abbia gli strumenti per riconoscersi in storie lontane geograficamente e vicine in tutto il resto.
A costruire questo percorso, insieme a Cizerouno, c’è Mario Di Martino — regista, attivista curatoriale, collaboratore dal 2016 — che firma la direzione tecnica di Manifesto. Con lui e con Ariase Barretta, che cura la collaborazione artistica, Nicole De Leo lavora a uno spettacolo che è al tempo stesso omaggio, rilettura e atto politico.

Lo spettacolo
Manifesto. Parlo per la mia differenza porta in scena alcuni dei testi più potenti di Lemebel. Parole scritte sul corpo, costruite per essere scagliate contro l’omotransfobia — quella degli anni di Pinochet e dell’AIDS — e quella di oggi. Uno spettacolo che non consola. Che interroga.
Nell’ambito della tredicesima edizione di Varcare la Frontiera, Interferenze: quei momenti in cui culture, linguaggi e sensibilità diverse si toccano e producono qualcosa di inatteso.

Spettacolo: Sabato 6 giugno 2026, ore 21
Luogo: Teatro dei Fabbri, via dei Fabbri 2a, Trieste
Durata: circa 1 ora
Ingresso: 10 € (si consiglia di prenotare scrivendo a: eventi@cizerouno.it)
Varcare la frontiera è realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Partner di progetto: Cinquantacinque coop sociale, Accademia della Follia, MIT – Festival Divergenti, Museo Etnografico dell’Istria, Proces.
