
«Il Giardino, subito dopo l’ingresso, è già una foresta scura […] l’azzurro oltre le cime degli alberi è un pulviscolo abbagliante […]»
Claudio Magris, Microcosmi, 1997

Nel Giardino pubblico di Trieste ogni busto diventa un “Virgilio”: un poeta o uno scrittore che guida il visitatore lungo sentieri reali e immaginari attraverso testi letterari capaci di raccontare la città e il suo territorio. Per li rami restituisce voce a queste figure intrecciando brani, relazioni e rimandi che collegano il passato al presente, costruendo una mappa narrativa in continuo movimento.

I primi quattro protagonisti che debuttano con Per li rami sono due poeti, Virgilio Giotti e Srečko Kosovel, uno scrittore e giornalista, Scipio Slataper e una donna di lettere, editoria e arti, Anita Pittoni.
Il Giardino si trasforma così in un hub da cui si diramano trekking urbani e percorsi lenti che attraversano parchi e belvedere, invitando a sostare, ascoltare e osservare.

Quattro audio con letture dedicate rendono l’esperienza immersiva e personale. Attraverso un palinsesto di assonanze, amicizie, filiazioni e debiti culturali, Per li rami propone frammenti e “luoghi-tassello” che ogni visitatore può ricomporre liberamente secondo le proprie passioni, il tempo a disposizione o la curiosità del momento, costruendo una mappa intima e mutevole del paesaggio letterario triestino, aperta anche a future esplorazioni dal Friuli all’Istria.

