
La Controra. Percezioni climatiche nello spazio urbano
Trieste d’estate brucia. A luglio alcune piazze diventano inaccessibili: nessuna ombra, nessuna acqua, spazi che il corpo attraversa in fretta o smette di frequentare. Altrove, un portico, un cortile alberato, una panchina all’ombra offrono ancora riparo. Il caldo urbano a Trieste non è uguale per tutti i quartieri, né per tutti i corpi. E la differenza termica tra un lato e l’altro di una piazza racconta molto di più di quanto misuri un termometro.
Nell’estate 2026, mentre l’ondata di calore attraversa l’Europa e le città italiane toccano temperature record, Cizerouno lancia La Controra: un progetto di mappatura partecipativa e raccolta di memorie sui luoghi del caldo e del fresco a Trieste, bilingue italiano-sloveno.
Cos’è La Controra: la mappa del caldo urbano a Trieste
La controra è la pausa forzata del primo pomeriggio nelle città mediterranee: l’ora in cui il caldo impone il ritiro, le strade si svuotano, il corpo cerca riparo. È una pratica culturale radicata nel Sud Europa che Trieste — città di confine tra Mitteleuropa e Mediterraneo — sta imparando a conoscere per necessità, non per tradizione.
Il progetto prende il nome da questo fenomeno e lo trasforma in dispositivo di conoscenza collettiva. I cittadini sono invitati a segnalare hot spot e cool spot urbani — piazze torridi a luglio, vicoli ventilati, portici dove ci si ferma — costruendo una cartografia condivisa che intreccia percezione climatica, memoria individuale e trasformazioni urbane.
Come funziona
Il progetto si articola in quattro fasi.
Nella prima si costruisce la rete di testimoni e si selezionano i luoghi simbolo. Nella seconda viene lanciato il sondaggio bilingue — dove soffri il caldo? dove cerchi frescura? hai un ricordo legato a quel luogo? — e si raccoglie sul campo: fotografie a mezzogiorno, interviste, testimonianze audio e video. I materiali alimentano in tempo reale il sito di progetto con la mappa online. Nella terza fase si costruisce la topografia sensibile: restituzione visiva e narrativa delle densità emotive, delle geografie del disagio e degli spazi di sollievo. La quarta è la restituzione pubblica.
A ottobre 2026, nella settimana della Barcolana, l’installazione immersiva al Cavò raccoglie i materiali in quattro elementi: il ciclo pittorico di Barbara Stefani sulla soglia luce/ombra, caldo/freddo; la sonorizzazione con testimonianze e fotografie storiche; la mappa partecipativa in grande formato su cui i visitatori aggiungono i propri hot e cool spot; il dispositivo seduta/albero, un prototipo fisico di micro-intervento urbano.
Isole di calore a Trieste: i dati
La Controra parte da una base scientifica solida. Uno studio CNR-IBE/ISPRA del 2025 — pubblicato su «Remote Sensing Applications: Society and Environment» — ha analizzato le isole di calore urbane nei venti capoluoghi italiani nel decennio 2013-2023: tra le città con differenze termiche più accentuate tra centro e zone periferiche, lo studio cita esplicitamente Trieste.
I dati dell’Ufficio Statistica del Comune di Trieste (stazione Molo Bandiera, 1996-2016) documentano temperature minime aumentate in media di circa 2°C rispetto alla media climatica 1961-1990. Il Comune stesso usa il termine “tropicalizzazione del clima”. Lo stesso studio CNR-IBE/ISPRA indica che un aumento del 5% della copertura arborea urbana abbassa la temperatura media superficiale di oltre 0,5°C: da qui nasce il dispositivo seduta/albero, prototipo dimostrativo di questa logica di micro-intervento.
Il lavoro di Barbara Stefani
Il ciclo pittorico è affidato a Barbara Stefani, artista triestina che da anni sviluppa una ricerca a partire da materiali documentari — fotografie d’archivio, mappe, immagini di memoria collettiva — per tradurli in pittura figurativa eseguita per sottrazione, lavorando sulla soglia tra riconoscibile e astratto. In Ćuprije (2021), progetto realizzato con Cizerouno, ha trasformato cartografie fluviali in territori sovranazionali di pura luce e pigmento. La luce piatta di mezzogiorno e l’ombra netta delle ore calde appartengono già al suo vocabolario pittorico.
Il reportage fotografico di Giancarlo Surez
Accanto al ciclo pittorico di Barbara Stefani, il progetto include un reportage fotografico urbano realizzato da Giancarlo Surez. Durante le ore della controra — il momento del giorno in cui il caldo è più fermo, le strade si svuotano e la luce schiaccia ogni ombra — Surez attraverserà alcuni luoghi della città per documentare quello che succede agli spazi e alle persone quando la temperatura impone il ritiro.
Il lavoro si muove su tre registri visivi: gli squarci di sole che tagliano vicoli e piazze nell’ora piatta del mezzogiorno, le persone che cercano riparo — addossate a un muro, sotto un portico, nell’ombra stretta di un albero — e i vuoti urbani, quegli spazi che a luglio smettono di essere abitati e tornano a essere pura architettura. Tre modi di guardare la stessa città, la stessa ora, lo stesso caldo.
Il reportage alimenta il progetto: le fotografie entrano nella mappa online come materiale documentario, dialogano con le testimonianze raccolte dai cittadini e diventano materia prima per il lavoro pittorico di Stefani. Surez porta nel progetto uno sguardo giovane su una città che sta cambiando pelle stagione dopo stagione, senza che i suoi abitanti abbiano ancora trovato le parole — o le immagini — per dirlo.
Un progetto finanziato da Interreg Italia-Slovenia
La Controra è finanziata nell’ambito del bando RE-ACTIVE — Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027, dedicato al rafforzamento della partecipazione della società civile nella gestione dei rischi climatici. Nel bando, il progetto si è classificato 3° su 27 valutati, ottenendo il punteggio massimo assoluto nel criterio innovatività/originalità — uno dei tre progetti su ventisette a raggiungere questo risultato.
La Controra affronta il caldo urbano a Trieste con uno strumento culturale condiviso, costruito insieme a istituzioni e cittadini attraverso l’espressività artistica contemporanea.
Partecipa alla mappatura
Il progetto è aperto alla partecipazione dei cittadini di Trieste e dell’area transfrontaliera. Il sondaggio bilingue italiano-sloveno sarà disponibile a partire da luglio 2026. Puoi segnalare il tuo hot spot o cool spot, condividere un ricordo legato a un luogo, contribuire alla cartografia collettiva del caldo urbano a Trieste.
La piattaforma digitale e la mappa partecipativa resteranno online anche dopo la conclusione del progetto: un archivio pubblico consultabile nel tempo, a disposizione di cittadini e istituzioni.
Per informazioni e aggiornamenti: eventi@cizerouno.it