Varcare la frontiera_Tolleranza: il lavoro con i giovani
C’è un filo che attraversa tutta questa edizione di Varcare la frontiera e che non passa per le gallerie o per i circuiti dell’arte contemporanea. Passa per un quartiere, per le aule di una scuola, per i tavoli di un’associazione cattolica, per la rampa di un mercato coperto, per le strade di Barriera Vecchia percorse a piedi. È il filo del lavoro con i giovani — studenti, scout, gruppi parrocchiali, universitari europei — che in questa edizione dedicata alla Tolleranza ha prodotto incontri, manifesti, riflessioni, podcast e una domanda che è rimasta aperta: cosa non possiamo tollerare?
27 novembre 2025 — Il primo incontro con la Caritas
Il primo appuntamento è stato giovedì 27 novembre 2025, con un gruppo di giovani della Caritas diocesana di Trieste, partner di progetto di Cizerouno per questa edizione. Un primo contatto con il Tolerance Poster Show al Mercato Coperto: oltre sessanta designer e artisti da tutto il mondo che avevano declinato la tolleranza ciascuno nella propria lingua, con la propria forma e il proprio colore. Un’occasione per porsi nuove domande — come rappresenterei io la tolleranza? Cosa significa per me? — e per iniziare a costruire una risposta: ogni ragazzo ha fotografato i manifesti che più lo colpivano e ha cominciato a immaginare il proprio. Il gruppo era coordinato da Caterina Grandi, educatrice nell’area Promozione, Formazione e Osservatorio della Caritas Diocesana di Trieste.

12 dicembre 2025 — Il Liceo Petrarca in Barriera Vecchia
Venerdì 12 dicembre 2025 la classe 5E del Liceo Linguistico Francesco Petrarca di Trieste, accompagnata dalla prof.ssa Adriana Torregrossa, ha visitato l’installazione diffusa del Tolerance Poster Show in Barriera Vecchia. Il progetto è stato introdotto da Vincenzo Luongo di Cizerouno, con un focus sul significato e sulle possibili interpretazioni della parola tolleranza. La visita è stata inserita nel programma di Educazione Civica e ha suscitato negli studenti curiosità per una modalità espressiva nuova — arte per strada, nei luoghi della vita quotidiana, accessibile a chiunque. Ad ogni studente è stato chiesto di interpretare l’esperienza con foto e brevi riflessioni. Una di quelle riflessioni vale la pena riportare: “L’immagine che mi è rimasta più impressa è la parola ‘ME’, che viene sbarrata e poi ribaltata, trasformandosi in ‘WE’. A volte credo che ci concentriamo troppo su noi stessi, senza pensare alle persone che ci stanno intorno; di conseguenza, questo può portarci a ferirle, anche senza volerlo.”

10 e 17 gennaio 2026 — I laboratori con la Caritas e il Vescovo Enrico Trevisi
Nelle giornate del 10 e del 17 gennaio 2026 il lavoro con i giovani della Caritas è entrato nella sua fase più intensa. I gruppi coinvolti — il reparto maschile e femminile degli scout d’Europa della parrocchia di Santa Caterina, il gruppo giovani della parrocchia di Sion e il gruppo giovani della Caritas diocesana — circa venti ragazzi, coordinati ancora da Caterina Grandi — hanno prima visitato l’installazione al Mercato Coperto e i manifesti di piazza Goldoni, poi si sono spostati alla sede dell’Azione Cattolica per la fase creativa: tavoli coperti di riviste, giornali, fogli colorati, pennarelli, fili. Ogni gruppo ha costruito il proprio manifesto della tolleranza. Durante la fase creativa è arrivato il Vescovo di Trieste Enrico Trevisi, che ha rovesciato la domanda: non cosa siamo disposti a tollerare, ma cosa non possiamo tollerare. Le ingiustizie, le guerre, le parole di violenza. Un cambio di prospettiva che ha lasciato il segno nei ragazzi e nei loro manifesti.
Il secondo incontro ha lavorato sulle parole: sei tavoli tematici — lingua, margine, straniero, tolleranza, grazie, democrazia — con video della linguista Vera Gheno – prodotti da Varcare nell’edizione precedente – come punto di partenza. Parole scomode, discusse senza scorciatoie.

Febbraio 2026 — La Week Work al Deledda Fabiani
A febbraio 2026 è stata la volta delle due classi quarte dell’indirizzo Grafica e Comunicazione dell’ITS Deledda Fabiani, circa quaranta studenti seguiti dalla prof.ssa Tania Zangrillo. Per una settimana intera — la Week Work — hanno lavorato sulla progettazione di manifesti sulla tolleranza, usando il Tolerance Poster Show come riferimento e misura: confrontarsi con il lavoro di designer professionisti da tutto il mondo, su un tema reale, in un contesto pubblico, è diverso dall’esercitazione scolastica. Gli elaborati finali sono stati presentati a scuola, con ogni gruppo che ha raccontato il proprio percorso — le scelte, i tentativi falliti, il senso dato alla propria immagine. La grafica come pensiero, non solo come tecnica.



Quello che rimane, oltre alla documentazione, è la prova che un progetto culturale può diventare qualcosa di più di una mostra. Varcare la frontiera_Tolleranza ha messo in connessione guide turistiche, università, scuole medie e superiori, Caritas, scout, gruppi parrocchiali, circoscrizioni, performer internazionali — ciascuno con il proprio linguaggio, il proprio pubblico, la propria ragione per essere lì. Il Tolerance Poster Show ha funzionato da innesco: visivo, immediato, accessibile. Il quartiere ha fatto il resto.