la mostra

La mostra al Cavò

La restituzione al Cavò chiude il percorso di La Controra, durante la settimana della Barcolana. Più un attraversamento che un’esposizione di dati: cinque elementi che raccontano insieme cosa succede quando il caldo urbano diventa argomento pubblico, a Trieste.

La mappa in grande formato

La mappa del caldo Trieste, costruita nel corso del progetto attraverso le segnalazioni della cittadinanza, viene stampata in grande formato per la mostra: un colpo d’occhio su hot spot e cool spot raccolti mese dopo mese, dalle prime testimonianze di campo di fine giugno fino alla settimana della restituzione.

Il ciclo pittorico di Barbara Stefani

Il ciclo pittorico è affidato a Barbara Stefani, artista triestina che da anni sviluppa una ricerca a partire da materiali documentari — fotografie d’archivio, mappe, immagini di memoria collettiva — per tradurli in pittura figurativa eseguita per sottrazione, lavorando sulla soglia tra riconoscibile e astratto. In Ćuprije (2021), progetto realizzato con Cizerouno, ha trasformato cartografie fluviali in territori sovranazionali di pura luce e pigmento. La luce piatta di mezzogiorno e l’ombra netta delle ore calde appartengono già al suo vocabolario pittorico.

Le foto di Giancarlo Surez

Accanto al ciclo pittorico di Barbara Stefani, il progetto include un reportage fotografico urbano di Giancarlo Surez, girato nelle ore della controra, quando le strade si svuotano e la luce schiaccia ogni ombra. Il lavoro si muove su tre registri: gli squarci di sole a mezzogiorno, le persone in cerca di riparo — contro un muro, sotto un portico, nell’ombra di un albero — e i vuoti urbani, gli spazi che a luglio tornano pura architettura. Le fotografie entrano nella mappa online come materiale documentario, e diventano materia prima per la pittura di Stefani.

La sonorizzazione

La sonorizzazione mescola tre materiali: le testimonianze audio raccolte durante il progetto, spezzoni sonori registrati nelle ore calde della città, e brani della letteratura che ha già raccontato la controra prima di noi. Da Umberto Saba, che a Trieste ha scritto il ritratto più preciso del meriggio estivo, a Eugenio Montale e Sandro Penna, fino al demone meridiano del Salmo 91 e all’ora immota di Platone nel Fedro: voci lontane nel tempo che si intrecciano a quelle di chi la controra la vive oggi, in città.

Il dispositivo seduta/albero

Un prototipo di micro-intervento urbano, pensato a partire da un dato preciso: secondo lo studio CNR-IBE/ISPRA, un aumento del 5% della copertura arborea urbana abbassa la temperatura superficiale media di oltre 0,5°C. Un numero piccolo sulla carta, ma è il principio da cui nasce il dispositivo. La Controra dichiara apertamente anche i suoi limiti: gli alberi dimezzano l’effetto isola di calore, ma anche nello scenario più ambizioso arrivano a compensare al massimo un quinto del riscaldamento in eccesso previsto per metà secolo. Un principio, prima che una soluzione.

Il progetto RE-ACTIVE è co-finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia.

Projekt RE-ACTIVE sofinancira Evropska unija v okviru Programa Interreg VI-A Italija-Slovenija.

www.ita-slo.eu/re-active