
Il Narodni dom di Trieste (1904-1920)
Costruito su un terreno di 1458 m2, il Narodni dom ha una superficie complessiva di 3600 m2 calpestabili. La Cassa Depositi e Prestiti slovena paga il terreno 341.000 corone, somma che Max Fabiani definisce «estremamente ingente». Nonostante l’elevato costo, i committenti ne decidono comunque l’acquisto, spinti dal desiderio che il Narodni dom sorga in un punto prestigioso e ben visibile. Prospiciente l’ampia piazza della Caserma e ben inserito nella maglia urbanistica neoclassica del Borgo Teresiano, il terreno è inoltre vicino alla stazione ferroviaria e al tram di Opicina che unisce gli sloveni di città con quelli dell’altopiano carsico.
3D vizualizacija mestne okolice Narodnega doma leta 1904 in 1925 / Render in 3D del contesto urbano del Narodni dom nel 1904 e nel 1925 / 3D renders of the urban context of the Narodni dom in 1904 and 1925 (Courtesy of Massimiliano Blocher)
Max Fabiani
Cresciuto in un ambiente familiare che unisce la cultura italiana, slovena e austriaca, si forma come architetto al Politecnico di Vienna, prestigioso istituto dove più tardi insegnerà. Da giovane viaggia molto ed entra in contatto con i principali esponenti della Secessione viennese. Tra il 1894 e il 1896 lavora nello studio di Otto Wagner, uno degli architetti più eminenti dell’epoca. La sua lunga carriera lo vede attivo a Vienna, Lubiana, Gorizia e Trieste, nella progettazione di edifici e nella redazione di molti piani regolatori. Diviene inoltre consulente personale dell’erede al trono Francesco Ferdinando per questioni di architettura e storia dell’arte. A Trieste progetta, oltre al Narodni dom, la Casa Stabile in riva Grumula e la Casa Bartoli in piazza della Borsa, uno dei più stupefacenti esempi di architettura liberty in città.






