Teca 12

UNGARETTI IN BIBLIOTECA

La storia editoriale di Giuseppe Ungaretti si può seguire anche attraverso le raccolte delle biblioteche pubbliche di Trieste e Gorizia. I loro fondi disegnano un quadro quasi completo della produzione del poeta, segno della costante attenzione con cui gli istituti culturali del territorio accolgono e custodiscono la sua voce. 

Dalla rara Allegria di naufragi del 1919 si sviluppa un mosaico di edizioni che documenta il riconoscimento progressivo di Ungaretti, dalla seconda edizione del Porto sepolto stampata nel 1923 da Ettore Serra, con la prefazione di Mussolini, alle diverse versioni dell’Allegria e del Sentimento del tempo. 

Particolarmente significativi sono gli acquisti effettuati negli anni
Cinquanta dalla Biblioteca del Popolo, poi Biblioteca Statale di Trieste, sotto la guida di Renato Papò, e quelli più recenti, promossi nel 2006-2007 dal direttore Marco Menato, che arricchiscono le raccolte con prime edizioni rare, avvicinando il catalogo ungarettiano a una maggiore completezza.


Accanto ai volumi più noti, le biblioteche conservano opere meno frequentate, come Il povero nella città, insieme alle traduzioni da Blake, Góngora, Perse, Paulhan e Racine, che rivelano la dimensione europea del poeta. 

Non mancano nemmeno le edizioni di autori che Ungaretti sceglie
di introdurre, commentare o tradurre, da Valéry a Shakespeare a Pascal, a testimonianza di una fitta rete di rapporti letterari.
Quasi tutte prime edizioni, queste presenze descrivono un patrimonio silenzioso e prezioso, che intreccia la memoria del territorio giuliano con la parola ungarettiana.