1948. RAGIONI DI UNA POESIA

Negli anni che vanno dai lutti familiari degli anni Trenta al difficile dopoguerra, segnati anche dalle polemiche sul suo passato fascista, Giuseppe Ungaretti trova nella radio un nuovo spazio di visibilità: la sua voce diventa familiare al pubblico dei programmi culturali della Rai.
Proprio in questa fase di rinnovata centralità, nel dicembre 1948 tiene a Trieste la sua prima conferenza, invitato dal Circolo della Cultura e delle Arti. Intitolata Ragioni di una poesia e pubblicata per la prima volta in Italia sull’«Idea liberale» settimanale del Partito Liberale Italiano della Venezia Giulia diretto da Biagio Marin, il discorso offre una sintesi alta e intensa della sua poetica: la parola, spogliata da ogni ornamento, diventa essenziale, sacra, capace di custodire la dignità dell’umano anche nel dolore.
Mistero, ritmo e armonia sono i cardini di un canto che affonda nella tradizione italiana, ma tende sempre all’assoluto, facendo della poesia un atto di libertà, memoria e resistenza al male.
La presenza di Ungaretti a Trieste assume allora un valore che travalica l’occasione: il poeta diventa simbolo di un’Italia che cerca di ricostruire la propria identità anche attraverso la cultura. In una città ancora sotto amministrazione alleata, sospesa tra incertezza politica e vitalità intellettuale, la sua voce si offre come ponte tra il travaglio del presente e la profondità della parola poetica.
Già nel 1946, intervenendo sulla «Fiera letteraria» in difesa di Trieste, Ungaretti aveva mostrato una posizione netta: respingere tanto il silenzio diplomatico quanto il nazionalismo cieco, per affermare un’idea di patria fondata sulla parola, sull’arte e sul dialogo tra civiltà.