
TECA 03
Il 21 gennaio 1966 Ungaretti torna a Trieste per per un appuntamento significativo, il Colloquio con i Poeti, organizzato dall’ALUT (Associazione fra i Laureati dell’Università di Trieste).
Ospite d’onore della serata, è accolto da autori vicini all’associazione, tra cui Biagio Marin, Libero De Libero e Ligio Zanini, in un incontro che rispecchia la vocazione dell’ALUT a promuovere la poesia. Fondata nel 1947 e presieduta da Pio Montesi, l’associazione può contare sull’impegno di Stelio Crise, che descrive Trieste come una città capace di ascoltare «sottovoce, col cuore in mano».
A suggellare la collaborazione con Ungaretti è la pubblicazione di Viaggetto in Etruria, raffinata strenna natalizia del 1966. Il volume, stampato in 180 esemplari numerati, illustrato da Bruno Caruso, raccoglie due prose che il poeta definisce «poema in prosa»: pagine in cui lirismo e memoria si intrecciano, tra il senso di perdita delle civiltà scomparse e la contemplazione più pacata della durata dell’opera umana. I brani, già pubblicati nel 1935, erano però rimasti esclusi sia dall’edizione Il deserto e dopo (1961), sia da quella del 1969 che raccoglieva tutte le prose ungarettiane, rendendo dunque questa pubblicazione dell’ALUT, fino ad allora, un unicum bibliografico.
La serata si conclude con un gesto di intensa partecipazione: Ungaretti legge alcune poesie di Saba, Trieste, Ulisse, omaggio commosso alla città e alla sua voce poetica.
L’incontro ha vasta eco sulla stampa locale, documentata anche da un articolo non firmato di Stelio Crise.