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	<title>bosnia Archivi - Cizerouno</title>
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	<description>culture, ricerche, storie, arti</description>
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	<title>bosnia Archivi - Cizerouno</title>
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		<title>Nella Bosnia di Ivo Andrić</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cizerouno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2016 16:23:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[01 i nostri progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Ivo Andrić]]></category>
		<category><![CDATA[varcare la frontiera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 21 al 26 giugno 2016 Cizerouno promuove un viaggio culturale nella Bosnia di Ivo Andrić: un itinerario sulle orme dello scrittore Premio Nobel per la letteratura nel 1961, tra Travnik — sua città natale — Sarajevo, Višegrad e il celebre ponte sulla Drina. Il viaggio è organizzato insieme a Viaggiare i Balcani di Trento, Mozaik di Venezia, il Centro Documentazione Pavanello e la Libreria Quo Vadis di Pordenone. Sei giorni tra luoghi della vita e delle opere di Andrić, con guide esperte locali, per scoprire la complessità culturale e storica di una regione che la sua letteratura ha reso universale. <span class="read-more"><a href="https://www.cizerouno.it/2016/nella-bosnia-di-ivo-andric/">Leggi tutto &#8250;</a></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cizerouno.it/2016/nella-bosnia-di-ivo-andric/">Nella Bosnia di Ivo Andrić</a> proviene da <a href="https://www.cizerouno.it">Cizerouno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un <strong>viaggio nella Bosnia di Ivo Andrić</strong> promosso da Cizerouno di Trieste: dal 21 al 26 giugno 2016 un itinerario culturale sulle orme dello scrittore bosniaco Premio Nobel per la letteratura nel 1961, tra i luoghi della sua vita e delle sue opere. <strong>Ivo Andrić, la Bosnia e il viaggio</strong> come strumento di conoscenza profonda di una regione che la sua letteratura ha reso universale.</p>


<div id="attachment_578" style="width: 211px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/04_Student-Ivo-Andric.jpg" rel="attachment wp-att-578"><img fetchpriority="high" aria-describedby="caption-attachment-578" class="wp-image-578 size-medium" src="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/04_Student-Ivo-Andric-201x300.jpg" alt="04_Student Ivo Andric" width="201" height="300" srcset="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/04_Student-Ivo-Andric-201x300.jpg 201w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/04_Student-Ivo-Andric-768x1148.jpg 768w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/04_Student-Ivo-Andric-685x1024.jpg 685w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/04_Student-Ivo-Andric-220x329.jpg 220w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/04_Student-Ivo-Andric.jpg 1072w" sizes="auto, (max-width: 201px) 100vw, 201px" /></a><p id="caption-attachment-578" class="wp-caption-text">Ivo Andrić studente (courtesy: Comunicarte Edizioni)</p></div>
<p>Un itinerario sulle orme di <strong>Ivo Andrić</strong>, scrittore di fama mondiale, <strong>Premio Nobel</strong> per la <strong>letteratura</strong> nel 1961. Nato in Bosnia, a Travnik, nel 1892, Andrić utilizza la parola scritta come un finissimo pennello e una ricca tavolozza di colori per fissare nelle pagine di romanzi e racconti Storia e storie, cultura e tradizioni, mentalità e indole di uomini e donne della sua terra natale. Descrizioni dettagliate e profonde di luoghi e personaggi hanno come sfondo il paesaggio di una regione che combina la bellezza e la generosità della natura con la durezza delle vicende storiche che rendono i suoi popoli fratelli e nemici.</p>
<p><strong>Dal 21 al 26 giugno 2016</strong> un percorso sui luoghi della <strong>vita</strong> e delle <strong>opere</strong> di Andrić: <strong>Travnik</strong>, <strong>Sarajevo</strong>, <strong>Višegrad</strong>, <strong>Žepa</strong>, in compagnia della Trilogia che ha guadagnato il massimo riconoscimento internazionale: <strong>il Ponte sulla Drina</strong>, <strong>La Cronaca di Travnik</strong> e <strong>La Signorina</strong>; ma si arricchisce anche di altri luoghi, centri urbani e piccoli villaggi, che rendono possibile un contatto ancora più ravvicinato e intenso con il Paese e le comunità che lo abitano.</p>
<p>Il viaggio è promosso dalle associazioni <strong>Cizerouno</strong> di Trieste, <strong>Viaggiare i Balcani</strong> di Trento e <strong>Mozaik</strong> di Venezia, dal <strong>Centro Documentazione Pavanello</strong> di Meolo (Venezia) e dalla <strong>Libreria Quo Vadis</strong> di Pordenone, da tempo protagonisti di una solida collaborazione per promuovere la conoscenza della regione balcanica e viaggi culturali nell&#8217;area.</p>
<p><strong>Programma di viaggio:</strong></p>
<p><strong>martedì 21 giugno TRIESTE-JAJCE | </strong>Partenza alle 6.30 presso la Stazione FFSS di Trieste. Arrivo a <strong>Banja Luka</strong> via Lubiana-Zagabria. Pranzo libero. Breve visita del centro città ed incontro con un collaboratore locale di Viaggiare i Balcani per discutere della situazione attuale in Bosnia-Erzegovina. Proseguimento per <strong>Jajce</strong>, per cena e pernottamento in hotel 3 stelle.</p>
<p><strong>mercoledì 22 giugno</strong> <strong>JAJCE-SARAJEVO </strong>| Prima colazione in hotel e visita del cuore storico di <strong>Jajce</strong>, antico centro della Bosnia centrale caratterizzato da abitazioni nello stile tipico della regione. Pranzo libero. Trasferimento a <strong>Travnik</strong> per la visita della <strong>casa natale di Ivo Andrić</strong> e dei luoghi più caratteristici della città nel solco dell&#8217;opera letteraria dello scrittore: la <strong>Šarena Džamija</strong> (Moschea variopinta), la <strong>Fortezza</strong> che domina l&#8217;antico nucleo urbano e il <strong>Caffè da Lutvo</strong> sono le perle dell&#8217;itinerario guidato dall&#8217;esperto locale della figura di Ivo Andrić. Proseguimento per <strong>Sarajevo</strong>, dove all&#8217;arrivo sono previsti cena in ristorante e pernottamento in hotel 3 stelle.</p>
<div id="attachment_577" style="width: 348px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/02_Svedocanstvo-Velike-gimnazije-u-Sarajevu.jpg" rel="attachment wp-att-577"><img fetchpriority="high" aria-describedby="caption-attachment-577" class="wp-image-577" src="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/02_Svedocanstvo-Velike-gimnazije-u-Sarajevu-734x1024.jpg" alt="02_Svedocanstvo Velike gimnazije u Sarajevu" width="338" height="472" srcset="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/02_Svedocanstvo-Velike-gimnazije-u-Sarajevu-734x1024.jpg 734w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/02_Svedocanstvo-Velike-gimnazije-u-Sarajevu-215x300.jpg 215w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/02_Svedocanstvo-Velike-gimnazije-u-Sarajevu-768x1071.jpg 768w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/02_Svedocanstvo-Velike-gimnazije-u-Sarajevu-220x307.jpg 220w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/02_Svedocanstvo-Velike-gimnazije-u-Sarajevu.jpg 1239w" sizes="auto, (max-width: 338px) 100vw, 338px" /></a><p id="caption-attachment-577" class="wp-caption-text">Il diploma di maturità di Ivo Andrić al Liceo di Sarajevo (courtesy: Comunicarte Edizioni)</p></div>
<p><strong>giovedì 23 giugno</strong> <strong>SARAJEVO </strong>| Prima colazione in hotel. Visita del cuore di <strong>Sarajevo</strong>, con riguardo alla sua realtà plurireligiosa: islamica, ebraica e cristiana &#8211; cattolica e ortodossa. Visita del <strong>Prva Gimnazija</strong> frequentato da Andrić. Pranzo libero. Nel pomeriggio l&#8217;itinerario prosegue con l&#8217;ingresso alla <strong>Viječnica</strong> – Biblioteca nazionale e universitaria incendiata nell&#8217;agosto 1992 – e la passeggiata lungo l&#8217;Appelkai – la strada lungo il fiume Miljacka in cui il 28 giugno 1914 <strong>Gavrilo Princip</strong> ha assassinato l&#8217;<strong>arciduca Francesco Ferdinando</strong> e la moglie Sofia Chotek. Cena in ristorante e pernottamento in hotel 3 stelle.</p>
<p><strong>venerdì 24 giugno</strong> <strong>SARAJEVO-VIŠEGRAD </strong>| Prima colazione in hotel. Visita di abitazioni tipiche della <strong>Sarajevo ottomana</strong> e dell&#8217;<strong>antico cimitero ebraico</strong>. Trasferimento a <strong>Istočno Sarajevo</strong> e pranzo libero. Breve visita della <strong>municipalità serba – sorta nel 1996 con l&#8217;abbandono della città storica di ampia parte della popolazione ortodossa</strong> – e del suo centro culturale. Prosecuzione verso <strong>Višegrad</strong>, con cena e pernottamento in hotel 3 stelle.</p>
<div id="attachment_579" style="width: 616px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/02-Kuca-u-Visegradu.jpg" rel="attachment wp-att-579"><img aria-describedby="caption-attachment-579" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-579 " src="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/02-Kuca-u-Visegradu.jpg" alt="02 - Kuca u Visegradu" width="606" height="434" srcset="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/02-Kuca-u-Visegradu.jpg 945w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/02-Kuca-u-Visegradu-300x215.jpg 300w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/02-Kuca-u-Visegradu-768x550.jpg 768w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2016/05/02-Kuca-u-Visegradu-220x158.jpg 220w" sizes="auto, (max-width: 606px) 100vw, 606px" /></a><p id="caption-attachment-579" class="wp-caption-text">La casa di Andrić a Višegrad (courtesy: Comunicarte Edizioni)</p></div>
<p><strong>sabato 25 giugno</strong> <strong>VIŠEGRAD-MILIĆI </strong>| Prima colazione in hotel. <strong>Visita di Višegrad</strong>, con il famoso <strong>ponte sulla Drina</strong> che ha ispirato l&#8217;omonimo romanzo. <strong>Sosta in città ad Andrićgrad</strong>, la mini-città ideata e realizzata dal regista <strong>Emir Kusturica</strong> per legare il nome dello scrittore Premio Nobel al punto di vista serbo. Pranzo libero e trasferimento a <strong>Žepa</strong>, dove è ambientato uno dei numerosissimi racconti di Andrić. Prosecuzione per il <strong>centro minerario di Milići</strong> per cena e pernottamento in hotel 3 stelle.</p>
<p><strong>domenica 26 giugno</strong> <strong>MILIĆI-TRIESTE </strong>| Prima colazione in hotel. Partenza in direzione Trieste, con sosta in piccole località e in particolare a <strong>Kalesija</strong>, per la visita del grande mercato settimanale all&#8217;aperto che richiama singoli e famiglie provenienti dalla Republika Srpska e dalla Federacija. Pranzo libero e passaggio della frontiera bosniaco-croata all&#8217;altezza di Orašje-Županja. Arrivo in Italia in tarda serata lungo l&#8217;asse Zagabria-Lubiana e termine viaggio alla Stazione FFSS di Trieste.</p>
<p>il programma dettagliato lo potete trovare a questo <a href="http://www.viaggiareibalcani.it/blob.php?id=1814">link</a></p>
<p>Quota di partecipazione minimo 14 paganti: € 686,00</p>
<p>Quota di partecipazione minimo 16 paganti: € 660,00</p>
<p>Quota di partecipazione minimo 18 paganti: € 636,00</p>
<p>Quota di partecipazione minimo 20 paganti: € 620,00</p>
<p>Per informazioni ed iscrizioni presso l&#8217;<strong>Agenzia Viaggi ETLI </strong></p>
<p><strong>daniele@etlitn.it</strong> indicando in oggetto “Nella Bosnia di Ivo Andrić”</p>
<p>oppure<strong> 0464 43 15 07 </strong>(Sig. Daniele Bilotta – ore 9.00-15.00)</p><p>L'articolo <a href="https://www.cizerouno.it/2016/nella-bosnia-di-ivo-andric/">Nella Bosnia di Ivo Andrić</a> proviene da <a href="https://www.cizerouno.it">Cizerouno</a>.</p>
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		<title>Dayton 9515, un viaggio in Bosnia 20 anni dopo, 3-8 novembre 2015</title>
		<link>https://www.cizerouno.it/2015/dayton-9515-un-viaggio-in-bosnia-20-anni-dopo-3-8-novembre-2015/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cizerouno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2015 14:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[01 i nostri progetti]]></category>
		<category><![CDATA[varcare la frontiera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A vent'anni dagli accordi di Dayton un viaggio in Bosnia, dal 3 all'8 novembre 2015, per cercare di capire una terra di frontiera e di frontiere. Un'opportunità preziosa per scoprire la complessità di un Paese, affascinante nonostante tutto. <span class="read-more"><a href="https://www.cizerouno.it/2015/dayton-9515-un-viaggio-in-bosnia-20-anni-dopo-3-8-novembre-2015/">Leggi tutto &#8250;</a></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_448" style="width: 660px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2015/09/20.-sarajevo.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-448" decoding="async" loading="lazy" class="size-large wp-image-448" src="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2015/09/20.-sarajevo-1024x602.jpg" alt="Sarajevo" width="650" height="382" srcset="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2015/09/20.-sarajevo-1024x602.jpg 1024w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2015/09/20.-sarajevo-300x176.jpg 300w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2015/09/20.-sarajevo-220x129.jpg 220w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2015/09/20.-sarajevo.jpg 1494w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></a><p id="caption-attachment-448" class="wp-caption-text">Sarajevo</p></div></p>
<p><strong>Sul finire del 1995</strong>, in una piccola città dell&#8217;Ohio chiamata <strong>Dayton</strong>, Alija Izetbegović, Slobodan Milošević e Franjo Tudjman firmano sotto la pressione della comunità internazionale <strong>gli Accordi che pongono fine al conflitto armato in Bosnia-Erzegovina</strong>. Dalla primavera del 1992, infatti, i tre principali gruppi nazionali &#8211; Bosgnacchi, Serbi e Croati &#8211; si combattevano reciprocamente con estrema crudezza.</p>
<p>Il trattato, nato per mettere uno stop allo scontro militare e separare le parti, diverrà negli anni uno <strong>strumento inadatto a stimolare il progresso politico, sociale, civile, culturale ed economico del Paese</strong>. Divisa in due entità etniche ed un distretto autonomo, <strong>la Bosnia-Erzegovina naviga tra spinte centrifughe e spinte centripete:</strong> le prime volte a dissolvere lo Stato unitario; le seconde indirizzate a raccogliere in territori etnici omogenei i gruppi presenti nel Paese. <strong>Sarajevo, Banja Luka e Mostar divengono i centri di riferimento politico di Bosgnacchi, Serbi e Croati, mentre si assiste ad una frammentazione dei poteri e degli interessi che avvantaggia élite, clan e signorie locali.</strong></p>
<p><div id="attachment_446" style="width: 660px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_4538-srebrenica.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-446" decoding="async" loading="lazy" class="size-large wp-image-446" src="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_4538-srebrenica-1024x681.jpg" alt="Srebrenica" width="650" height="432" srcset="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_4538-srebrenica-1024x681.jpg 1024w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_4538-srebrenica-300x200.jpg 300w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_4538-srebrenica-220x146.jpg 220w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2015/09/IMG_4538-srebrenica.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></a><p id="caption-attachment-446" class="wp-caption-text">Srebrenica</p></div></p>
<p><strong>Nel 2015, a vent&#8217;anni di distanza, la Bosnia-Erzegovina appare un Paese sfibrato, prigioniero di gruppi avidi di potere che usano a piene mani parole, racconti e miti nazionalisti</strong>; un Paese i cui cittadini non hanno chiuso i conti con il conflitto 1992-1995 a causa dell&#8217;assenza di giustizia; vedono svanire diritti civili e sociali e prendono con sempre maggior frequenza la via dell&#8217;esodo in altri Stati e continenti. Un Paese in cui l&#8217;economia ha il polso debolissimo e vive di iniziative individuali, di lavoro nero, di straordinari non retribuiti, di paghe insufficienti. Un Paese in cui programmi scolastici e libri di testo seguono linee di divisione etnica nel raccontare Storia e vita culturale della regione e in cui salgono il rancore e l&#8217;insofferenza verso l&#8217;altro, accusato di essere responsabile delle disgrazie di casa propria.</p>
<p><strong>Nonostante gli ultimi cent&#8217;anni di pesanti conflitti, nel Paese rimangono però anche un tessuto di multiculturalità, pluralismo religioso, costumi e valori culturali che tentano di resistere e rifiorire in un terreno ostile e che rendono questa regione unica.</strong></p>
<p><div id="attachment_447" style="width: 660px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2015/09/04.-mostar.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-447" decoding="async" loading="lazy" class="size-large wp-image-447" src="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2015/09/04.-mostar-1024x830.jpg" alt="Mostar" width="650" height="527" srcset="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2015/09/04.-mostar-1024x830.jpg 1024w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2015/09/04.-mostar-300x243.jpg 300w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2015/09/04.-mostar-220x178.jpg 220w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2015/09/04.-mostar.jpg 1360w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></a><p id="caption-attachment-447" class="wp-caption-text">Mostar</p></div></p>
<p>Le associazioni culturali <strong>Cizerouno</strong> di Trieste e <strong><a href="http://www.viaggiareibalcani.it/proposte-di-viaggio/1756/dayton-9515---nemmeno-un-giro-di-lancette-dal-3-all-8-novembre-2015.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Viaggiare i Balcani</a> </strong>di Trento <strong>propongono un viaggio in Bosnia dal 3 all&#8217;8 novembre 2015.</strong> L&#8217;iniziativa si inserisce all&#8217;interno dell&#8217;articolato progetto <em><strong>Varcare la frontiera</strong></em>, come ulteriore riflessione sul tema dei <strong>confini</strong> e delle <strong>frontiere</strong> in senso ampio, sulla loro influenza su individui e comunità, nonchè sulla <strong>loro permeabilità e sul loro superamento</strong>.</p>
<p><strong>Il viaggio proposto ci fa ritornare sui luoghi a 20 anni di distanza</strong>, per intuire la realtà della <strong>vita quotidiana</strong> e le <strong>prospettive future</strong> attraverso <strong>incontri e dialoghi con chi vi è immerso costantemente.</strong></p>
<p>Questo <strong>anche attraverso visite di luoghi estranei agli itinerari classici</strong>, tasselli molto preziosi di un mosaico vastissimo. Per l’intero soggiorno sarà presente un membro di Viaggiare i Balcani che fungerà da <strong>mediatore culturale</strong>, per introdurre il gruppo nel “vissuto” del territorio e favorire l’incontro con gli operatori locali e con le specificità dei luoghi.</p>
<p><strong>Si tenterà di valutare la realtà sotto numerosi punti di vista, lasciando spazio all&#8217;analisi, al dubbio e al confronto</strong>; e si cercherà di cogliere i segnali di primavera, così come di riconoscere con onestà quelli che indicano un duro inverno per la società locale. <strong>Con pazienza, in ascolto, per un viaggio che continui anche oltre&#8230;</strong></p>
<p><strong>Dayton 1995 &#8211; 2015, vent&#8217;anni&#8230; nemmeno un giro di lancette nel contesto dei Balcani &#8230;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>per informazioni e iscrizioni:</p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>daniele.bilotta@viaggiareibalcani.net</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PROGRAMMA DI VIAGGIO</strong></p>
<p><strong>Martedì 3 novembre: TRIESTE &gt; PRIJEDOR </strong></p>
<p>Partenza da <strong>Trieste</strong> alle ore 6.45. Percorso Fiume-Karlovac-Vojnić. Arrivo a <strong>Velika</strong> <strong>Kladuša</strong>, in Bosnia-Erzegovina, sede della Repubblica Autonoma della Bosnia Occidentale nel periodo 1993-1995. Pranzo in ristorante. Successivo incontro con un piccolo imprenditore locale, che nel dopoguerra ha dato vita ad una propria attività produttiva, ottenendo risultati sul mercato locale e oltre i suoi confini. Proseguimento per <strong>Prijedor</strong>, situata nell&#8217;entità serba. Sistemazione presso le famiglie che aderiscono a Promotur – progetto multietnico di valorizzazione del territorio locale. Cena tipica organizzata da Promotur.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mercoledì 4 novembre: PRIJEDOR &gt; SANSKI MOST &gt; MOSTAR</strong></p>
<p>Prima colazione presso le famiglie ospitanti. Visita <em>ragionata</em> del centro di <strong>Prijedor</strong> – fino al 1992 città multietnica, oggi definita <em>&#8220;la città dei ritorni&#8221;</em> – con la guida dei referenti locali Promotur. Proseguimento per <strong>Sanski Most</strong>, situata nell&#8217;entità croato-musulmana e caratterizzata da esodi e controesodi dei due gruppi maggioritari. Sosta in città e pranzo libero. Prosecuzione per <strong>Mostar</strong>, dove sono previsti cena e pernottamento in hotel nel centro storico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giovedì 5 novembre: MOSTAR &gt; SARAJEVO</strong></p>
<p>Prima colazione e visita guidata del nucleo storico di <strong>Mostar</strong>, con vista del Vecchio e del Nuovo Stari Most, del quartiere commerciale turco ottomano e della Moschea di Koski Mehmet Pascià. Tempo libero a disposizione, con possibilità di visita della fascia esterna di impronta austriaca, lungo la riva sinistra della Neretva. Pranzo libero. Nel pomeriggio visita di <strong>Mostar Ovest</strong>, settore a forte insediamento croato, con sottolineatura delle linee di unione e frattura della città. Prosecuzione per Sarajevo per cena e pernottamento in hotel.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Venerdì 6 novembre: SARAJEVO</strong></p>
<p>Prima colazione e visita guidata del cuore storico di <strong>Sarajevo</strong>. L&#8217;accento si posa sul quartiere commerciale di epoca ottomana – la Baščaršija – e sul centro storico di concezione asburgica, con i luoghi di preghiera dei quattro principali culti cittadini. Risalita del fiume Miljacka, con perno sul Ponte Latino (luogo dell&#8217;attentato di Gavrilo Princip all&#8217;Arciduca Francesco Ferdinando e alla moglie Sofia Chotek) e sulla rinnovata Biblioteca Nazionale e Universitaria. Pranzo libero in Baščaršija. Pomeriggio dedicato all&#8217;esplorazione di <strong>Istočno Sarajevo</strong>, la nuova Sarajevo serba, realizzata nel post-Dayton. Rientro a Sarajevo per un incontro con un referente locale del portale di informazione, dibattito e conoscenza “Osservatorio Balcani e Caucaso”. Cena e pernottamento a Sarajevo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sabato 7 novembre: SARAJEVO &gt; SREBRENICA &gt; MILICI</strong></p>
<p>Prima colazione al mattino presto e partenza in direzione <strong>Srebrenica</strong>. Visita del Memoriale di <strong>Potočari</strong>: base del Battaglione ONU olandese e cimitero delle vittime dei fatti di luglio 1995. Sosta nel centro di Srebrenica. Pranzo organizzato dall&#8217;associazione locale Adopt Srebrenica e successivo incontro sulla situazione odierna nell&#8217;area e sugli sforzi dell&#8217;associazione in campo civile. Sosta a <strong>Bratunac</strong>, centro urbano dalla memoria &#8220;speculare&#8221; rispetto agli eventi del &#8217;95. Cena e pernottamento a Milići.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Domenica 8 novembre: MILICI &gt; TRIESTE</strong></p>
<p>Prima colazione e visita del centro minerario-industriale di <strong>Milići</strong>, con il parco memoriale dei Grandi Serbi e dei Grandi Russi. Entrata nel Distretto Autonomo di <strong>Brčko</strong>, porto fluviale strategico lungo il fiume Sava e terza &#8220;entità&#8221; dello Stato nato da Dayton. Visita del centro città, con spunti sul tema della memoria cittadina e sulla particolarità dell&#8217;area. Pranzo libero. Ritorno in direzione Zagabria e passaggio del confine a Bregana. Sosta per cena libera in Slovenia. Arrivo a Trieste previsto in tarda serata e termine servizi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quota di partecipazione</strong></p>
<p><strong>minimo 12 paganti: euro 725,00</strong></p>
<p><strong>minimo 14 paganti: euro 675,00</strong></p>
<p><strong>minimo 16 paganti: euro 645,00</strong></p>
<p><strong>minimo 18 paganti: euro 625,00</strong></p>
<p><strong>minimo 20 paganti: euro 615,00</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="color: #000000;">Organizzazione tecnica:</span></em></p>
<p><strong>AGENZIA VIAGGI ETLI-TN Soc. Coop. </strong><strong>&#8211; </strong><strong>Corso Rosmini, 82/A 38068 &#8211; Rovereto (TN)</strong></p>
<p>Num. Reg. Enti Coop. A157038 &#8211; Num. Reg. Impr. di Trento, Cod. Fisc. e P.IVA 00591080221 &#8211; R.E.A. 108035</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.viaggiareibalcani.it/uploaded/proposte-viaggi/2015/dayton/bosnia_dayton_9515.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scarica il programma in PDF</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cizerouno.it/2015/dayton-9515-un-viaggio-in-bosnia-20-anni-dopo-3-8-novembre-2015/">Dayton 9515, un viaggio in Bosnia 20 anni dopo, 3-8 novembre 2015</a> proviene da <a href="https://www.cizerouno.it">Cizerouno</a>.</p>
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		<title>#varcarelafrontiera: Osmače e Brežani a Trieste</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2014 13:04:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giovedì 23 ottobre 2014 dalle ore 10 alle 18.30, a Trieste, nel Parco di San Giovanni, nella Sala Rosa Grande, via Bottacin 4, una giornata di confronto internazionale sulle nuove esperienze di “ritorno alla terra”. Al centro la vicenda dei<span class="ellipsis">&#8230;</span> <span class="read-more"><a href="https://www.cizerouno.it/2014/varcarelafrontiera-osmace-e-brezani-a-trieste/">Leggi tutto &#8250;</a></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2014/10/banner-FB-osmace.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignnone size-large wp-image-286" alt="Layout 1" src="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2014/10/banner-FB-osmace-1024x386.jpg" width="650" height="245" srcset="https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2014/10/banner-FB-osmace-1024x386.jpg 1024w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2014/10/banner-FB-osmace-300x113.jpg 300w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2014/10/banner-FB-osmace-220x82.jpg 220w, https://www.cizerouno.it/wp-content/uploads/2014/10/banner-FB-osmace.jpg 1116w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></a></strong></p>
<p><strong>Giovedì 23 ottobre 2014</strong> dalle ore 10 alle 18.30, a <strong>Trieste</strong>, nel Parco di San Giovanni, nella Sala Rosa Grande, via Bottacin 4, una <b>giornata di confronto internazionale sulle nuove esperienze di “ritorno alla terra”</b>. Al centro la vicenda dei villaggi di Osmače e Brežani,<b> </b>sull’altopiano sopra Srebrenica, vent’anni dopo la guerra in Bosnia ed Erzegovina.</p>
<p>Cizerouno è uno dei partner di questa inziativa inserita nel programma, realizzato con il contributo della <strong>Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia</strong>, di <span style="color: #ff6600;"><a href="https://www.cizerouno.it/2014/varcare-la-frontiera-identita-3-il-nostro-nuovo-progetto-2014-2015/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #ff6600;"><strong>Varcare la frontiera</strong></span></a></span> che si terrà in un luogo triestino simbolo di tante &#8220;frontiere&#8221;: <strong>interne alla città e interne alle coscienze di molti</strong>, il Parco di San Giovanni, testimone della riforma psichiatrica, tornante cruciale della cultura e della mentalità collettiva del XX secolo, ospita un confronto internazionale sul <strong>“ritorno alla terra”</strong>, un fenomeno che sta delineando una delle svolte più radicali del XXI secolo.</p>
<p>A più di vent&#8217;anni di distanza dalla guerra, dall&#8217;esperienza di alcuni giovani bosniaci che hanno deciso di <strong>varcare le frontiere dell&#8217;odio e dell&#8217;intolleranza</strong> per cercare di ricostruire un tessuto sociale,<strong> riappropriarsi del territorio e attraverso gesti antichi, di una storia secolare che non può essere limitata ai tragici anni del conflitto in Jugoslavia</strong>, parte la giornata &#8220;triestina&#8221; del Premio Scarpa.</p>
<p>È una tendenza a ricostruire nelle aree geostoriche più diverse una nuova condizione contadina, fondata sulla <strong>ritrovata dignità umana e sull’idea della terra come casa comune da curare</strong>; una condizione capace di garantirsi una energia economica non effimera coniugando conoscenze, arti, mestieri e pratiche di tradizione con ogni utile innovazione.</p>
<p>La vicenda vissuta nei <strong>villaggi sull’altopiano sopra Srebrenica, ai quali è dedicato il <span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.fbsr.it/fbsr.php/il_paesaggio/Premio_Carlo_Scarpa/luoghi_premiati/Osmace_e_Brezani"><span style="color: #ff6600;">Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2014</span></a></span></strong>, sarà direttamente testimoniata dai protagonisti e illustrata anche con documenti audiovisivi. Seguirà la ricognizione su una decina di casi confrontabili, e la riflessione nei tempi previsti per la discussione e le conclusioni.</p>
<p>L’iniziativa, ospitata dalla Provincia e dal Comune di Trieste, è organizzata dalla <span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.fbsr.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #ff6600;">Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso</span></a></span> con la Fondazione Alexander Langer Stiftung di Bolzano, e con la partecipazione attiva del Gruppo Adopt Srebrenica, dell’Agricola Monte San Pantaleone, di Cizerouno, Comunicarte e del Gruppo/Skupina 85.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.fbsr.it/fbsr.php/il_paesaggio/Premio_Carlo_Scarpa/luoghi_premiati/Osmace_e_Brezani_a_Trieste" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #ff6600;"><b>Ecco il programma della giornata</b></span></a></span></p>
<p><i> ore 10-13.30</i></p>
<p>Patrizia Boschiero, Fondazione Benetton Studi Ricerche, introduzione e coordinamento</p>
<p>Maria Teresa Bassa Poropat, Provincia di Trieste, <i>Perché in questo territorio</i></p>
<p>Fabiana Martini, Comune di Trieste, <i>Perché a Trieste</i></p>
<p>Vladimir Vremec, Agricola Monte San Pantaleone, <i>Perché al San Giovanni</i></p>
<p>Marino Vocci, Gruppo/Skupina 85, <i>I pionieri della terra</i></p>
<p>Gianni Tamino, Fondazione Alexander Langer Stiftung, <i>Sviluppare un’agricoltura </i></p>
<p><i>di comunità</i></p>
<p><i>Osma</i><i>č</i><i>e e Brežani. Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2014</i>, proiezione</p>
<p>Andrea Rizza Goldstein, Gruppo Adopt Srebrenica, <i>Fare memoria e progettare futuro</i></p>
<p>Muhamed Avdić e Velibor Rankić, <i>Cosa stiamo facendo e cosa intendiamo fare a Osma</i><i>č</i><i>e </i></p>
<p><i>e Brežani</i></p>
<p>discussione</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>ore 14.30-18.30</i></p>
<p>Domenico Luciani, Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, introduzione</p>
<p>e coordinamento delle testimonianze su una serie di diversi casi di cura della terra (orticoltura, giardinaggio, agricoltura, viticoltura, allevamento, forestazione)</p>
<p><i>Trieste</i>: Sandi Skerk (<i>viticoltura nel paesaggio terrazzato della costiera</i>)</p>
<p>Luciana Boschin (<i>agricoltura e orti urbani: esperienze e tendenze</i>)</p>
<p><i>Carso sloveno</i>: Enrico Maria Milič e Checco Bonini (<i>“</i><i>č</i><i>ibo.sì”, educazione e coltivazione</i>)</p>
<p>Lenard Vidali (<i>allevamento e produzione casearia a Basovizza</i>)</p>
<p><i>Udine</i>: Alessia Berra (<i>le capre di Zore, allevamento e produzione casearia, Taipana</i>)</p>
<p><i>Treviso</i>: Andrea Mariottel (<i>la lavanda del Montello</i>)</p>
<p><i>Laguna veneta</i>: Michele Savorgnano (<i>FUD</i><i>, per una fattoria urbana diffusa</i>)</p>
<p><i>Abruzzo</i>: Antonio Di Renzo (<i>le masserie di Pescocostanzo</i>)</p>
<p>discussione e riflessioni conclusive</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.fbsr.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #ff6600;">www.fbsr.it</span></a></span></p>
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		<title>Alija M. Akšamija: ritratti di Bosnia, mostra fotografica</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Dec 2012 18:26:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2012, per i 120 anni dalla nascita di Ivo Andrić, Cizerouno porta per la prima volta in Italia la mostra fotografica Alija M. Akšamija, ritratti di Bosnia, inaugurata a Trieste alla Biblioteca statale "Crise". Akšamija, pioniere della fotografia nella Jugoslavia socialista, ha vissuto a Višegrad — la città di Andrić — e negli anni '70 ha realizzato ritratti memorabili dello scrittore accanto al celebre ponte sulla Drina. La mostra, curata da Mila Lazić e Massimiliano Schiozzi, documenta anche la Bosnia attraverso natura, architetture e volti, con il bianco e nero inconfondibile di un maestro della fotografia del Novecento. <span class="read-more"><a href="https://www.cizerouno.it/2012/alija-m-aksamija-ritratti-di-bosnia-mostra-fotografica/">Leggi tutto &#8250;</a></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2012, per i 120 anni dalla nascita di Ivo Andrić, Cizerouno porta per la prima volta in Italia la mostra fotografica di Alija M. Akšamija dedicata alla Bosnia, inaugurata a Trieste alla Biblioteca statale &#8220;Crise&#8221;: <strong>Ivo Andrić, Akšamija e la Bosnia</strong> raccontati attraverso la fotografia e il paesaggio di Višegrad.</p>
<p>«All’inizio di tutto, c’è un sentiero incancellabile sul quale ho cominciato a camminare liberamente per la prima volta…<br />
Era a Višegrad, su strade dure, irregolari, e come corrose, dove tutto era secco e amaro, senza bellezza, senza gioia, senza speranza, senza diritto alla speranza, dove un sapore amaro e sconosciuto impregna la bocca a ogni passo, dove il calore soffocante, il vento, la neve, la pioggia divorano la terra e le sue sementi, dove tutto cio che è riuscito a spuntare e a portar frutti è immediatamente marcato col ferro rovente, piegato e interrato di nuovo, per l’altro capo, nella tenebre e nell’indeterminato da dove si è sprigionato.<br />
La è difficile passare, andare, tornare… Su quei sentieri spazzati dal vento e lavati dalla pioggia, dove si incontra il bestiame stremato e la gente silenziosa, dal cuore duro, ho eretto il mio primo pensiero sulla ricchezza e sulla bellezza del mondo. Laggiù, debole, ignorante e con le mani vuote, ero felice di una felicità snervante fino al deliquio, felice di tutto ciò che non c’è, non ci può essere e non ci sarà mai».</p>
<p>Così scriveva <strong>Ivo Andrić</strong> in uno dei suoi rari testi autobiografici. A 120 anni dalla nascita dello scrittore bosniaco Trieste lo festeggia ospitando per la prima volta in Italia la <strong>mostra fotografica <em>Alija M. Akšamija, ritratti di Bosnia</em> che si inaugura giovedì 6 dicembre alle ore 19 alla Biblioteca statale “Crise”, Largo Papa Giovanni XXIII, Trieste</strong>.</p>
<p><span id="more-41"></span>Alija M. Akšamija è nato in Bosnia, a Rogatica nel 1919. Pioniere della fotografia nella Jugoslavia socialista oggi vive a Sarajevo, ma ha trascorso la maggior parte della sua vita nella Bosnia dell’est e a Višegrad, la città di Ivo Andrić, che è stata per entrambi fondamentale fonte di ispirazione.<br />
Si forma a Sarajevo, Belgrado e negli Stati Uniti.<br />
Dopo l’assegnazione del premio Nobel a Ivo Andrić, nel 1961, Akšamija scatta alcuni ritratti dello scrittore accanto al ponte di Mehmed-pascià Sokolović, a Višegrad, il famoso ponte sulla Drina dell’omonimo romanzo.</p>
<p>Andrić, nonostante fosse nato a Dolac, vicino a Travnik, ricorderà sempre come «La prima volta che aprii gli occhi, fu davanti al ponte sulla Drina, a Višegrad&#8230; La finestra della mia camera, sull’altra sponda, guardava<strong> il grandioso ponte di Mehmed-pascià Sokolović</strong> davanti al quale mi soffermavo sempre, da piccolo, avviandomi a scuola. E mentre i miei compagni giocavano sulle sponde del fiume, io, là al centro del ponte, su quel sofà di pietra, preferivo ascoltare, per ore e ore, i racconti degli anziani&#8230;».</p>
<p>Negli anni ’70, dieci anni dopo il Premio Nobel, un ormai affermato Ivo Andrić, posa davanti al «suo ponte» sotto l’attento occhio del rinomato connazionale, Alija M. Akšamija. Per la prima volta Andrić si prestato al gioco tra fotografo e modello dopo che per anni la sua immagine si ricavava solo da foto di cronaca o di eventi ufficiali. Andrić si affida alle scelte del fotografo nel quale nutre la massima fiducia e presta la sua totale collaborazione.</p>
<p>Dall&#8217;incontro tra queste due forti personalità nasce questo connubio che porta alla realizzazione di immagini come <strong>il ritratto del 1972</strong> che a distanza di quarant’anni esatti non perde nulla della sua forza, freschezza e poetica.</p>
<p>Assieme ai ritratti, la mostra Alija M. Akšamija, ritratti di Bosnia, documenta la creatività e lo sguardo sempre nuovo con il quale il fotografo ha guardato alla sua terra. <strong>Quella terra dove è «difficile passare, andare, tornare» ma che nel bianco e nero di Akšamija diventa ricca di tutte le sfumature della Bosnia.</strong></p>
<p>Natura, ambienti, volti, architetture, paesaggi, momenti quotidiani della vita pubblica e privata, soggetti classici della fotografia, diventano grazie alla sensibilità dell’autore, immagini sofisticate e di grande impatto visivo.</p>
<p>La sua tenace e continua ricerca gli ha portato molti riconoscimenti, premi nazionali e internazionali (FIAP, EUROPHOT, USUF), e nel 2008 un premio alla carriera.</p>
<p>Questa esposizione, a cura di Mila Lazić e Massimiliano Schiozzi, è realizzata in collaborazione con la Comunità Nazionale Bosniaca di Zagabria, la Comunità Nazionale Bosniaca di Pinguente, la Biblioteca Statale “Crise”, con il contributo della Regione FVG e della Camera di Commercio di Trieste</p>
<p>La mostra rimarrà aperta fino al 23 febbraio 2013 con il consueto orario della Biblioteca Statale.</p>
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		<title>Presentazione della bibliografia generale di Ivo Andrić</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 16:46:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 5 maggio 2012 Trieste ospita la prima tappa italiana della presentazione della bibliografia generale di Ivo Andrić: oltre 15.600 voci in 49 lingue, 1.706 libri e migliaia di saggi e studi su uno degli scrittori più tradotti al mondo. Il volume, curato dalla Matica Srpska di Novi Sad dopo due anni di ricerche internazionali, viene presentato alla Biblioteca statale Crise nell'ambito delle celebrazioni per il 120° anniversario dalla nascita dello scrittore bosniaco, promosse da Cizerouno. A seguire, un percorso letterario nella Trieste degli anni '20, sulle tracce di Andrić diplomatico del consolato del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. <span class="read-more"><a href="https://www.cizerouno.it/2012/presentazione-della-bibliografia-generale-di-ivo-andric/">Leggi tutto &#8250;</a></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 5 maggio 2012 Trieste ospita la prima tappa italiana della presentazione della <strong>bibliografia generale di Ivo Andrić</strong>: oltre 15.600 voci in 49 lingue, un&#8217;opera monumentale curata dalla Matica Srpska di Novi Sad che documenta l&#8217;intera fortuna mondiale dello scrittore bosniaco, premio Nobel per la letteratura nel 1961. L&#8217;evento, promosso da Cizerouno nell&#8217;ambito delle celebrazioni per il 120° anniversario della nascita di <strong>Ivo Andrić a Trieste</strong>, si apre alla Biblioteca statale Crise e prosegue con un percorso letterario nella città che lo vide diplomatico negli anni &#8217;20.</p>
<p>Oltre 15.600 voci bibliografiche in 49 lingue, 1.706 libri e 3.706 scritti e contributi di <strong>Ivo Andrić</strong>, 367 tra interviste, dichiarazioni, lettere e recensioni, 231 libri e 9.637 saggi, studi e testi sul <strong>premio Nobel per la letteratura nel 1961</strong>.</p>
<p><strong>Sabato 5 maggio alle ore 10.30 a  Trieste</strong> con la presentazione di questo volume di oltre mille pagine iniziano le manifestazioni che lungo tutto il 2012 celebreranno <strong>il 120° anniversario della nascita dello scrittore bosniaco (Travnik, 1892-Belgrado, 1975)</strong>. Trieste vide Ivo Andrić come impiegato del locale consolato del Regno dei Serbi, Croati, Sloveni per alcuni mesi a cavallo tra il 1922 e il 1923. E proprio Trieste l’anno scorso in occasione del 50° dall’assegnazione del Premio Nobel gli ha dedicato una mostra storico-biografica nella Biblioteca statale. <span id="more-27"></span></p>
<p>Ora nuovamente negli spazi di Palazzo Morpurgo, in largo Papa Giovanni XXIII, “ritorna” Ivo Andrić. Quasi due anni di lavoro sono serviti all’equipe di studiosi della Biblioteca della <strong>Matica Srpska di Novi Sad</strong> per completare questa ricerca che si è estesa a tutto il mondo. La Matica srpska di Novi Sad, la più antica biblioteca nazionale della Serbia, fondata nel 1826 a Pest, dal 1864 ha sede a Novi Sad, in Vojvodina, Serbia. Conserva 3.500.000 pubblicazioni in varie lingue. È stata (come «Matica srpska») anche casa editrice di Andrić e raccoglie tutti gli esemplari a stampa di volumi, saggi, riviste che parlano della vita e dell’opera dello scrittore.</p>
<p>Nel 2009 ha ricevuto dalla Fondazione Ivo Andrić di Belgrado, costituita nel 1975 per espressa volontà testamentaria dello scrittore, cura i diritti di tutti gli scritti di Andrić, l’incarico di iniziare questo lavoro di ricerca e catalogazione. Ljiljana Klevernić e Daniela Kermeci due bibliotecarie dello staff di Novi Sad presenteranno il volume. Dopo Novi Sad, Belgrado e Parigi la prima tappa italiana è Trieste e non solo per i legami che la città ha con le vicende biografiche dello scrittore e in generale con quella che è stata la patria di Andrić. Proprio su un giornale locale uscì negli anni &#8217;30 la prima traduzione italiana di un testo dello scrittore. Si trattava della novella Il ponte sulla Žepa tradotta da Umberto Urbani che poi nel 1937 verrà raccolta in un volume «assieme ad altre novelle serbo-croate» con testo a fronte. Durante l’incontro capiremo come è stato realizzato questo grandissimo lavoro, quali sono stati i criteri iniziali, le difficoltà e le scoperte. Sarà anche un’occasione per conoscere le fortune editoriali – passate e presenti – di Andrić in Italia, paese al quale guardò fin da giovane con immensa ammirazione ed entusiasmo.</p>
<p>A conclusione dell&#8217;incontro<strong> alle 12 da piazza Venezia 1</strong>, davanti a quello che fu la sede del Consolato del Regno dei Serbi, Croati, Sloveni e l’abitazione “triestina” di Ivo Andrić, partirà un percorso turistico e letterario dal titolo <strong>La Trieste al tempo di Andrić</strong>.</p>
<p><strong>Patrizia Vascotto del Gruppo 85</strong> ci farà scoprire com&#8217;era la città degli anni &#8217;20 e allo stesso tempo potremmo ammirare i palazzi e le case della &#8220;comunità illirica&#8221; formata da imprenditori, commercianti e armatori provenienti dalla Serbia, dall’Erzegovina, dalla Dalmazia e dal Montenegro.</p>
<p>L’evento di sabato 5 maggio è una delle manifestazioni celebrative, <strong>curate da Mila Lazić e Massimiliano Schiozzi per l’associazione Cizerouno</strong>, in occasione del 120° anniversario dalla nascita dello scrittore. Le iniziative sono realizzate grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e della Camera di Commercio di Trieste.</p>
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Miro Vuksanović, direttore della Biblioteca della Matica Srpska e redattore responsabile della Bibliografia:<br />
«Non è stato facile trovare e raccogliere in un unico luogo quanto Andrić ha pubblicato e quanto su di lui è stato pubblicato, in moltissime edizioni e in tutto il mondo. Non abbiamo un altro scrittore che a nome suo e in suo nome possa vantare quasi 16.000 titoli tra libri, saggi, recensioni, contributi e studi. Lo sviluppo e il valore centenari della letteratura di Andrić sono presentati al meglio in questo volume. Questo è un lavoro esemplare dal punto di vista bibliografico e una rara impresa editoriale. Un vizir in una delle novelle di Andrić afferma: <em>Quando buona amministrazione ed eccellente abilità si danno la mano nasce questo bel ponte… </em>Un ponte letterario è quello costruito con le parole di Andrić pronunciate in cinquanta lingue, e questa Bibliografia fa conoscere fedelmente gli archi di questo ponte. Stiamo parlando di un libro unico. Giustamente e per i meriti faticosamente raggiunti questo libro naturalemente porta il nome di Andrić.Abbiamo ripagato un grande debito. Quando leggeremo, d&#8217;ora in poi, ci sarà più chiaro a chi regolarmente dovremmo guardare: Ivo Andrić è una prestigiosa scuola di letteratura.»</p>
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